Mary

Cinque

Artist


L’illusione di Dedalo all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia

 

Giovane e urbana, sembrerebbero essere i due aggettivi che a prima vista suggerisce la mostra „L’illusione di Dedalo“ di Mary Cinque, curata da Massimo Bignardi. Certamente la sua biografia indica una ricca molteplicità di esperienze urbane e non: l’infanzia sospesa tra l’Italia e l’Etiopia, e poi New York, Philadelphia, Napoli, Milano, Londra.

Le opere di Mary Cinque accennano a tutto ciò e, soprattutto, testimoniano di un modo di essere artista e italiana attraverso il mondo e le sue tante culture. Sia che cammini attraverso le strade delle città, testimoniando con volumi quasi astratti la fedeltà letterale ai luoghi, sia che dia espressione a persone in movimento, Mary Cinque ci offre sempre il suo originale punto di vista, cosmopolita e al tempo stesso puramente italiano.

Orario di apertura: Lu – Ve ore 9-13 e 14-17

Ingresso gratuito. Per l’inaugurazione il 5 maggio Vi preghiamo di voler comunicare la vostra partecipazione al tel. (0221) 9405610 o eMail iiccolonia@esteri.it

Inaugurazione: venerdì 05 maggio 2017, ore 19.00

Durata: 05.05. – 30.05.2017

Data: da Ven 5 Mag 2017 a Mar 30 Mag 2017

Ingresso : Libero

L’illusione di Dedalo

Non si può, scriveva Merleau-Ponty, «fare un inventario limitativo del visibile»
ed è questo l’assunto che spinge la pittura, sia essa figurativa o astratta, a celebrare l’enigma della «visibilità».
Per Mary Cinque, la pittura trova nella città un ideale complice al suo destino di celebrare l’enigma della visibilità. È quanto registra questo ciclo di dipinti dedicati a scorci urbani, tema ricorrente nel suo lavoro, nei quali ella ripropone sulla piana dimensione della tela, del foglio, della tavola, sia la dimensione dello spazio, sia quella più complessa del luogo.
In sostanza l’artista strappa a Dedalo, mitologico custode delle arti dell’architettura e della scultura, l’illusoria certezza dello spazio per affidarla alla atemporalità dell’immagine. Lo fa riducendo i volumi a piane geometrie di colori piatti nelle quale l’architettura, la città intera perde la sua definizione newtoniana per assurgere ad amalgama di tempo quindi di memoria e di futuro. La pittura diviene in tal senso un luogo altro del reale, carico di una valenza narrativa che è di chi prova a raccontare l’essere nel proprio tempo.

Per informazioni

 

ECO-

SOLO IMG

ECO- personale di Mary Cinque, a cura di Massimo Sgroi,

dal 9 luglio al 9 agosto Fornace Falcone presso Cilento Outlet Village Eboli (SA)

MARY CINQUE – NO/MADS IN THE CITY

La nuova percezione della visione dell’uomo contemporaneo ribalta la prospettiva a cui tutti gli esseri viventi erano abituati. La relazione iconologica con l’immagine ci obbliga ad una compresenza di  strutture formali spesso mutuate dall’immaginario popolare più che derivanti dalla cultura “alta” dell’arte come della visione. La narrazione degli eventi è così frammentata da essere inesplicabile all’interno di un processo cognitivo che di logico ha sempre meno. La memoria si riflette sulle pareti dello screen finendo per diventare attuale quanto la previsione della relazione sociologica del futuro prossimo venturo; e l’essenza stessa dell’essere umano sta nella sua assoluta impersonalità mutogena e deviante dell’oggetto Uomo. Esso vive e si muove in un universo iperreale in cui le forme della realtà stessa derivano sempre più dagli avatar dei mondi elettronici che non dagli esseri viventi stessi. E l’immagine dell’arte, per lo meno nella cultura del terzo millennio, diviene preponderante nella relazione che noi stessi abbiamo con le alterità visuali. Non è casuale, ad esempio, che l’ultima grande innovazione letteraria, quella più contemporanea, il cyberpunk perde il timore di inserire gli elementi della cultura pop all’interno del processo di scrittura per farli diventare, anzi, centrali rispetto all’orizzonte degli eventi narrativi. Le nuove generazioni di artisti travalicano, addirittura, la necessità di rappresentare il reale per preferire le nuove forme della fascinazione dell’immagine elettronica.

Gli artisti contemporanei sono nomadi,  fabbricanti di mondi. Come William Gibson o Bruce Sterling o l’ultimo Norman Spinrad non hanno paura di cavalcare la tigre delle alterità, anzi, la loro immagine è talmente più forte della stessa produzione oggettuale dell’opera da non subirne la necessità attuativa. Essi costruiscono il mondo nella mente e, attraverso il processo di attualizzazione traslata del paesaggio urbano che ci circonda, lo riproducono fino all’infinito in un rapporto di clonazione della loro vera essenza.  L’elemento centrale dell’opera, deprivato di ogni struttura identificativa, si muove nei landscape della memoria o della vita contemporanea finendo per essere figura identificativa universale e, quindi, riproducibile assolutamente, nell’immaginario collettivo all’infinito. Proprio per l’uso delle immagini appartenenti al vissuto contemporaneo, Mary Cinque finisce per essere il medium sui cui si costruisce non soltanto il proprio universo ma quello comune all’intero mondo occidentale. Le sue opere non appartengono ad un mondo esclusivo e riduttivo ma si muovono all’interno di uno spazio che appartiene, ormai, in senso orizzontale all’intero corpo sociale del terzo millennio. E, nonostante l’apparente semplicità, esse negano il conforme per divenire progetto dinamico della nostra cultura urbana. Non è casuale, infatti, che la sua riproduzione delle città, traslate sulla parete dei sogni, appartenga all’osservatore dell’opera più di quando appartenga all’artista stessa. Nel suo non essere riproducibile sfugge alla visione del reale per essere successivamente letta e fruita non in maniera pedissequa ma modificata, adattata, mutata secondo l’esigenza di Mary Cinque proprio nel momento in cui si appropria dell’immagine della città. In un mondo che vive sino alla sua estrema esasperazione la sparizione della realtà, la nuova visione dell’artista napoletana finisce per essere rappresentativa nella sua negazione della produzione oggettuale di una simile contraddizione. Poichè, volenti o meno, l’arte è niente di più della vita che noi attraversiamo ogni giorno … fino alla sua estrema esasperazione.

MASSIMO SGROI

CULT-

034 oleum
CULT-

a cura di Chiara Reale

nell’ambito della rassegna “Say no to trash” di Sabrina Vitiello

inaugurazione giovedì 14 aprile 2016, ore 18,00
dal 14 aprile al 10 maggio 2016
Home&More – via santa Brigida 72, Napoli

Giovedì 14 aprile, alle ore 18,00, presso lo spazio “Home&More”, sarà inaugurata la personale pittorica di Mary Cinque dal titolo “Cult-”, a cura di Chiara Reale, nell’ambito della rassegna “Say no to trash”, ideata da Sabrina Vitiello. La mostra sarà visitabile fino al 10 maggio 2016.

L’arte che ci invita al ‘no to trash’ : No/rifiuto -Si’/recupero, e’attenta al rapporto che l’uomo vive con gli elementi naturali. La Terra Madre, cosi’ sacra e preziosa, viene celebrata attraverso la rassegna, per ricordare che il mistero della vita, e i suoi valori carichi di ”recuperata” dignita’, si celano in zolle quotidiane sui cui l’uomo si muove, pronte a vibrare di dense definizioni.

“Cult-” nasce dall’unione di due “racconti pittorici” affini, il racconto “dei luoghi” e quello “delle cose”. Il titolo della mostra richiama la comune radice che i termini coltura e cultura hanno, mettendo in evidenza il forte legame che unisce i due concetti.
Luoghi e oggetti sono rispettivamente il contenitore e il contenuto dentro e intorno a cui l’uomo vive, con cui interagisce e su cui opera modificandoli continuamente entrambi. Il rispetto per l’ambiente, la sua capacità di creare cose sono espressione di civiltà, e nell’individuazione dell’ armonia fra le nostre necessità e il mondo che ci circonda, c’è la cultura.
I lavori della serie “Oleum” si ispirano al Mediterraneo, alla sua vegetazione e alla capacità evocativa che la vegetazione, la luce, gli odori e i suoni ha sui popoli che nascono e vivono quei luoghi. E’ facile riconoscere sui fogli di carta forno grezza e carta riciclata di cioccolatini, tracciati con smalto nero, l’odoroso mirto, il perseverante lentisco e le nodose radici di ulivi secolari: forme comuni a luoghi geograficamente anche molto lontani fra loro ci ricordano che anche noi siamo, come gli ulivi e i suoi frutti, nati dalla terra, grazie alla forza della natura. Il messaggio è semplice e complesso allo stesso tempo: veniamo dalla terra e, per questo,dobbiamo occuparcene, come fa l’arte con tutto ciò che incontra.

Dai luoghi si passa agli oggetti: dalle delicate linee degli Oleum si passa alla serie Display. 12 piccole tele ritraggono oggetti e prodotti di uso quotidiano, piccoli capolavori di design a cui le aziende produttive dedicano, in gran parte dei casi, anche una particolare etica del ciclo produttivo. Un omaggio all’ingegno umano soprattutto quando è in grado di fondere bellezza e attenzione per l’ambiente, la salute, la tradizione.

L’interazione persone-cose-ambiente ricorre nel pensiero artistico di Mary Cinque, e in questa mostra ciò si può comprendere ancora più esplicitamente.

Info e contatti:

Chiara Reale | promozione, comunicazione, management dell’arte
0039/3805899435
chiara.reale81@gmail.com

www.homeandmore.it

Mary Cinque Setup Contemporary Art Fair, Bologna

mc014titled#09
28 mq
Fai spazio
al tuo stile.

SCOPRI LO STILE PIÙ ADATTO A TE CON LE NUOVE COLLEZIONI YORUBA

a cura di Federica Zabarri

STAND n.14

>> Hanno accettato la provocazione e saranno presenti in fiera gli artisti:
GIOVANNI ALFANO, ALICE ANDREOLI, PAOLO ANGELUCCI, MICHELE ATTIANESE, PAOLO BINI, ALESSIO BOLOGNESI, GIULIA BONORA, DANILO BUSIA, GENNARO BRANCA, MARY CINQUE, VINCENZO FRATTINI, LUCIA LAMBERTI, ROBERTA MONTARULI, STAFANO W. PASQUINI, GIORGIO PIGNOTTI, ZINO.

Torna a Bologna SETUP Contemporary Art Fair, la fiera dedicata all’arte emergente di qualità, che durante la consueta settimana dell’arte, da Venerdì 23 fino a domenica 25 gennaio 2015 animerà le stanze ubicate al primo piano dell’Autostazione di Bologna, in Piazza XX Settembre, temporaneamente abitate da un folto numero di espositori tra cui torna, riconfermata per il terzo anno consecutivo, anche Yoruba. Il gruppo di Ferrara, che da dieci anni presta attenzione all’opera di artisti emergenti instaurando col tempo importanti collaborazioni in tutta Italia con stimati curatori, critici, università, fondazioni, operatori culturali e associazioni, si presenta quest’anno con il progetto 28mq. Fai spazio al tuo stile. Scopri lo stile più adatto a te con le nuovi collezioni Yoruba, ideato e curato da Federica Zabarri, art director dell’associazione, curatrice indipendente e docente presso l’Istituto d’Arte ‘Dossi Dossi’ di Ferrara.

“In una società dei consumi che definisce se stessa in base al proprio “Avere” sarebbe presuntuoso pensare di poter acquistare arte al di sopra di questi cliché? È vero che il mercato dell’arte è al di fuori di certi meccanismi merceologici e che al suo interno la definizione di valore non segue la classica funzione domanda/offerta, ma gli acquirenti sono pur sempre persone che non possono sottrarsi al più basilare principio secondo il quale il desiderio di possedere un dato elemento nasce per soddisfare un proprio bisogno, sia esso fisico ma molto più spesso psichico. Acquistiamo “cose belle” per sentirci bene, all’altezza di determinati contesti e nel vortice di un mercato che, citando il filosofo Zygmunt Bauman, ci ha ridipinti come Homo consumens, forse oggi finiamo col comprare un quadro, un frigorifero, una stampa pregiata o un divano esattamente con lo stesso identico slancio”.

Partendo da questa riflessione, spiega la curatrice, l’Ass. Yoruba allestirà i suoi 28mq con un progetto che strizza l’occhio a un noto colosso dell’arredamento. Un marchio conosciuto non solo per proporre accattivanti arredi nordeuropei eco-chic, ma per aver creato un desiderabile prototipo (stereotipo?) di casa (vita?) perfetta, in cui non solo c’è spazio per tutto, ma ogni elemento è anche miracolosamente al posto giusto. Aspetto ancora più importante è che perfino l’oggetto più piccolo o banale, sarà in vendita e a disposizione per rincorrere il sogno di portarsi a casa il diorama di una vita perfetta, opera d’arte inclusa. Così, le opere degli artisti selezionati per questa edizione si troveranno allestite in una ipotetica e probabile stanza, parte di un altrettanto ipotetico appartamento, in cui tutto, ma proprio tutto, sarà acquistabile. Saranno le interazioni dei visitatori di SetUp con lo spazio Yoruba, le loro reazioni, gli acquisti e i commenti, a sancire il distacco dell’arte da mere logiche di mercato o a confutare la nostra supposta natura di Homo consumens.

>> Hanno accettato la provocazione e saranno presenti in fiera gli artisti:
GIOVANNI ALFANO, ALICE ANDREOLI, PAOLO ANGELUCCI, MICHELE ATTIANESE, PAOLO BINI, ALESSIO BOLOGNESI, GIULIA BONORA, DANILO BUSIA, GENNARO BRANCA, MARY CINQUE, VINCENZO FRATTINI, LUCIA LAMBERTI, ROBERTA MONTARULI, STAFANO W. PASQUINI, GIORGIO PIGNOTTI, ZINO.

>> Concorre per Yoruba al Premio SetUp dedicato agli artisti under 35 PAOLO BINI, accompagnato dal testo critico di ALESSANDRA TRONCONE, ricercatrice presso il Dipartimento di Ricerca del museo MADRE di Napoli e autrice del libro La smaterializzazione dell’arte in Italia 1967-1973 (Postmedia Books, 2014), la quale concorre al Premio SetUp dedicato ai curatori e critici under 35.

>> Durante la serata inaugurale, giovedì 22 gennaio, dalle ore 19.30 collegamento radio in diretta con Coxo Spaziale su Radio Città Fujiko 103.1 con Fedra C. Boscaro e Stefano W. Pasquini.

>> Nell’ambito di KINDER SETUP venerdì 23 gennaio, dalle ore 22.30 avrà luogo LO-FI reality performance dell’artista Zino, azione interattiva ideata e curata insieme a Daniela Pietranico. Un progetto dedicato ai bambini ma anche agli adulti, un modo ludico e intelligente per avvicinarsi all’arte contemporanea.

>>Nel contesto dei Talks, sabato 24 gennaio ore 18.00, sarà presentato il recente volume Scrivere di Writing. Note sul mondo dei graffiti (Cleup, 2014), della giovanissima autrice e curatrice d’arte contemporanea Giada Pellicari. Presenta Federica Zabarri, art director Yoruba.

>> Si ringrazia: Franco Marconi – Galleria Franco Marconi Cupra Marittima (AP), Studio Cloud 4 – Bologna, Andrea Zanetti – Young Artist Bay Massa Carrara (MS), Associazione culturale PSQ1 – Zola Predosa, 2Much Studio – Pescara, l’artista Matteo Fato e i curatori Massimo Marchetti, Pasquale Ruocco, Annamaria Restieri.

Info:
www.yoruba.it
info@yoruba.it
Per info sulla Fiera e il programma completo:
www.setupcontemporaryart.com
info@setupcontemporaryart.com
+39 051 4122799

Progetto a cura di:
Federica Zabarri | YORUBA
Ufficio Stampa: MeTe Comunicazione
Sede: Autostazione di Bologna,
Piazza XX Settembre, 6
Orari:
22 Gen. 2015 19.30 > 23.00 | Opening su invito
23 – 24 Gen. 2015 17.00 > 01.00
25 Gen. 2015 14.00 > 22.00

Esposizione risultati finale della prima edizione di Endogenesi 2.0 – “Visioni” di Mary Cinque

L’8 gennaio a partire dalle ore 19:00 vieni a conoscere i ragazzi del laboratorio IAMM e il loro progetto “Endogenesi 2.0 – reazioni urbane dall’interno”!
“Endogenesi – reazioni urbane dall’interno nasce come esperimento/progetto per invogliare giovani menti, laureandi e laureati in architettura e facoltà affini a ripensare il proprio territorio partendo da attività e processi nati dal basso, o meglio dall’interno. L’iniziativa si struttura come un network dove è importante mettere a sistema idee e stimoli.”
https://www.facebook.com/Endogenesi?fref=ts

A seguire il live dei Drunky Lovers!
https://www.facebook.com/DrunkyLovers?fref=ts

– Esposizione risultati finale della prima edizione di Endogenesi 2.0
– “Visioni” di Mary Cinque
– Live Drunky Lovers start h. 22:00

Vi aspettiamo! #ScopriCantera

#CanteraSalerno
www.canterasalerno.it

LeDueSirene

“Quando Napoli racconta, ci sono persone che prendono appunti.

Platone, nel V sec. a.C., affermava che le anime entrano in comunicazione mediante vibrazioni che si trasmettono dall’una all’altra, fino a fondersi indissolubilmente, e questo fenomeno comunemente è definito dagli uomini come amore.

Questo è quello che è accaduto per le due autrici che, incantate come da un sentimento d’amore platonico per l’anima di una città che sa scomporsi in frammenti anche estremamente contrastanti tra loro, hanno ascoltato il racconto di quell’anima, e l’hanno trasferito nelle forme a loro più congeniali, osservando gli stessi luoghi, percorrendo la stessa strada.

Nasce un racconto di parole e disegni:
l’incontro di due modi di sentire una stessa città e di due modi di metterla sullo stesso foglio che sanno raccontare quel che la città dice senza scrivere né disegnare.

Il processo creativo nasce dal profondo sentimento di fiducia che le autrici nutrono per i luoghi che si sono proposte di raccontare: partendo da un itinerario ideale, ricco dal punto di vista storico-artistico, interessante per l’architettura e la storia cittadina, hanno realizzato un lavoro che potesse suggerire suggestioni ed emozioni legate intimamente ai luoghi che le hanno ispirate.

Una strada, secoli di storia, ed una città che si racconta senza nascondersi.

La strada è Via dei Tribunali.

La storia è quella che comincia con le triremi greche che solcano il mare fino a Megaride.

La città è Napoli, che si racconta senza nascondersi.

Quel racconto è stato trascritto da Mary Cinque e Ilaria Iodice.”

Il progetto completo, e in crescita, su http://ilariaiodice.wordpress.com

LUCHEF d’autore

BIN DESIGN + BIN ART illuminati dalla lampada col cappello da cuoco.
10 autori x 10 luchef
bin_art direction Caterina Arciprete
bin_design direction Roberto Liberti & Salvatore Martorana

Artisti:
Caterina Arciprete
Mary Cinque
Luca Lubello
Loredana Salzano
Mariella Siano
Massimo De Angelis
Daniela Morante
Salvatore Martorana
Con la partecipazione straordinaria di:
Riccardo Dalisi e Pietro Lista

LUCHEF d’autore è un contest realizzato in occasione di wine and the city 2013 dalla piattaforma internazionale BIN / UIQ ed in collaborazione con RARO design.
10 designer/artisti selezionati dalla piattaforma BIN/UIQ realizzano una lampada limited edition di LUCHEF. Il design si unisce al food, in un evento attorno al vino.
Dal 2013 LUCHEF è editato dal marchio RARO design collection.
Parte del ricavato sulle vendite delle lampade luchef D’AUTORE sarà devoluto alla onlus PIANOTERRA.
Exhibition&dinner_ Beluga Sky bar di ROMEO hotel

Ore 19.00 Inaugurazione della mostra, LUCHEF D’AUTORE. ingresso libero

Ore 20.30 La cucina japan di Keisuke Aramaki incontra i vini campani di Cantine Olivella e Terre del Principe. Cena degustazione: 45 euro per persona vini inclusi. È consigliata la prenotazione.

Residenza “Non lineare”

T.O.12R.A
Mary Cinque è tra gli ospiti di “Non lineare”, summer workshop per artisti italiani che si terrà a Torre Orsaia (SA) dal 30 luglio al 5 agosto.
Una settimana di incontri, attività e approfondimenti culturali sul tema dello spazio pubblico contemporaneo come spazio di relazione, a cura di Aste e Nodi e Componibile62.
Web: Componibile 62