Mary

Cinque

Artist


Mary Cinque London Sketchbook

Join us in celebrating the opening of the entirely refurbished Snug cafe! It was already lovely but now it’s even better. On the day of the opening free coffee for everyone, all day long, and some of my latest artworks inspired by London on display.

Wednesday 6th september from 8 AM

Snug Art Café

549 Green Lanes, N8 0RL London, Greater London

L’illusione di Dedalo all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia

 

Giovane e urbana, sembrerebbero essere i due aggettivi che a prima vista suggerisce la mostra „L’illusione di Dedalo“ di Mary Cinque, curata da Massimo Bignardi. Certamente la sua biografia indica una ricca molteplicità di esperienze urbane e non: l’infanzia sospesa tra l’Italia e l’Etiopia, e poi New York, Philadelphia, Napoli, Milano, Londra.

Le opere di Mary Cinque accennano a tutto ciò e, soprattutto, testimoniano di un modo di essere artista e italiana attraverso il mondo e le sue tante culture. Sia che cammini attraverso le strade delle città, testimoniando con volumi quasi astratti la fedeltà letterale ai luoghi, sia che dia espressione a persone in movimento, Mary Cinque ci offre sempre il suo originale punto di vista, cosmopolita e al tempo stesso puramente italiano.

Orario di apertura: Lu – Ve ore 9-13 e 14-17

Ingresso gratuito. Per l’inaugurazione il 5 maggio Vi preghiamo di voler comunicare la vostra partecipazione al tel. (0221) 9405610 o eMail iiccolonia@esteri.it

Inaugurazione: venerdì 05 maggio 2017, ore 19.00

Durata: 05.05. – 30.05.2017

Data: da Ven 5 Mag 2017 a Mar 30 Mag 2017

Ingresso : Libero

L’illusione di Dedalo

Non si può, scriveva Merleau-Ponty, «fare un inventario limitativo del visibile»
ed è questo l’assunto che spinge la pittura, sia essa figurativa o astratta, a celebrare l’enigma della «visibilità».
Per Mary Cinque, la pittura trova nella città un ideale complice al suo destino di celebrare l’enigma della visibilità. È quanto registra questo ciclo di dipinti dedicati a scorci urbani, tema ricorrente nel suo lavoro, nei quali ella ripropone sulla piana dimensione della tela, del foglio, della tavola, sia la dimensione dello spazio, sia quella più complessa del luogo.
In sostanza l’artista strappa a Dedalo, mitologico custode delle arti dell’architettura e della scultura, l’illusoria certezza dello spazio per affidarla alla atemporalità dell’immagine. Lo fa riducendo i volumi a piane geometrie di colori piatti nelle quale l’architettura, la città intera perde la sua definizione newtoniana per assurgere ad amalgama di tempo quindi di memoria e di futuro. La pittura diviene in tal senso un luogo altro del reale, carico di una valenza narrativa che è di chi prova a raccontare l’essere nel proprio tempo.

Per informazioni

 

ECO-

SOLO IMG

ECO- personale di Mary Cinque, a cura di Massimo Sgroi,

dal 9 luglio al 9 agosto Fornace Falcone presso Cilento Outlet Village Eboli (SA)

MARY CINQUE – NO/MADS IN THE CITY

La nuova percezione della visione dell’uomo contemporaneo ribalta la prospettiva a cui tutti gli esseri viventi erano abituati. La relazione iconologica con l’immagine ci obbliga ad una compresenza di  strutture formali spesso mutuate dall’immaginario popolare più che derivanti dalla cultura “alta” dell’arte come della visione. La narrazione degli eventi è così frammentata da essere inesplicabile all’interno di un processo cognitivo che di logico ha sempre meno. La memoria si riflette sulle pareti dello screen finendo per diventare attuale quanto la previsione della relazione sociologica del futuro prossimo venturo; e l’essenza stessa dell’essere umano sta nella sua assoluta impersonalità mutogena e deviante dell’oggetto Uomo. Esso vive e si muove in un universo iperreale in cui le forme della realtà stessa derivano sempre più dagli avatar dei mondi elettronici che non dagli esseri viventi stessi. E l’immagine dell’arte, per lo meno nella cultura del terzo millennio, diviene preponderante nella relazione che noi stessi abbiamo con le alterità visuali. Non è casuale, ad esempio, che l’ultima grande innovazione letteraria, quella più contemporanea, il cyberpunk perde il timore di inserire gli elementi della cultura pop all’interno del processo di scrittura per farli diventare, anzi, centrali rispetto all’orizzonte degli eventi narrativi. Le nuove generazioni di artisti travalicano, addirittura, la necessità di rappresentare il reale per preferire le nuove forme della fascinazione dell’immagine elettronica.

Gli artisti contemporanei sono nomadi,  fabbricanti di mondi. Come William Gibson o Bruce Sterling o l’ultimo Norman Spinrad non hanno paura di cavalcare la tigre delle alterità, anzi, la loro immagine è talmente più forte della stessa produzione oggettuale dell’opera da non subirne la necessità attuativa. Essi costruiscono il mondo nella mente e, attraverso il processo di attualizzazione traslata del paesaggio urbano che ci circonda, lo riproducono fino all’infinito in un rapporto di clonazione della loro vera essenza.  L’elemento centrale dell’opera, deprivato di ogni struttura identificativa, si muove nei landscape della memoria o della vita contemporanea finendo per essere figura identificativa universale e, quindi, riproducibile assolutamente, nell’immaginario collettivo all’infinito. Proprio per l’uso delle immagini appartenenti al vissuto contemporaneo, Mary Cinque finisce per essere il medium sui cui si costruisce non soltanto il proprio universo ma quello comune all’intero mondo occidentale. Le sue opere non appartengono ad un mondo esclusivo e riduttivo ma si muovono all’interno di uno spazio che appartiene, ormai, in senso orizzontale all’intero corpo sociale del terzo millennio. E, nonostante l’apparente semplicità, esse negano il conforme per divenire progetto dinamico della nostra cultura urbana. Non è casuale, infatti, che la sua riproduzione delle città, traslate sulla parete dei sogni, appartenga all’osservatore dell’opera più di quando appartenga all’artista stessa. Nel suo non essere riproducibile sfugge alla visione del reale per essere successivamente letta e fruita non in maniera pedissequa ma modificata, adattata, mutata secondo l’esigenza di Mary Cinque proprio nel momento in cui si appropria dell’immagine della città. In un mondo che vive sino alla sua estrema esasperazione la sparizione della realtà, la nuova visione dell’artista napoletana finisce per essere rappresentativa nella sua negazione della produzione oggettuale di una simile contraddizione. Poichè, volenti o meno, l’arte è niente di più della vita che noi attraversiamo ogni giorno … fino alla sua estrema esasperazione.

MASSIMO SGROI

Il tutto è più della somma delle sue parti

Sabato 28 maggio alle 17.00 si inaugura la VI edizione di Expo MCdA.

San Benedetto del Tronto – PalaRiviera

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Il tutto è più della somma delle sue parti
a cura di Maria Letizia Paiato


Artisti: Matteo Basilé, Sonia Bruni, Roberto Cicchinè, Mary Cinque, Danilo De Mitri, Rocco Dubbini. Claudio Gaetani, Giovanni Gaggia, LIUBA, Stefano W. Pasquini, Roberto Sala, Rita Vitali Rosati, Corso di Terapeutica Artistica dell’Accademia di Brera di Milano;

Expo MCdA si sta sempre più consolidando come un momento di incontro culturale e umano nel territorio e arriva al termine di una stagione di eventi organizzati allo scopo di far comunicare idee, energie e linguaggi artistici diversi.
MCdA lavora da tempo su tre piani che affiancano e si incrociano: uno artistico, uno territoriale e uno scolastico. Le mostre di arte contemporanea sono state il motore pulsante di questa stagione, a queste si sono affiancati gli appuntamenti di “Le arti si incontrano”, le attività legate alla scuola e al territorio, che si sono concretizzate con gli spettacoli teatrali sul tema I Piceni “Alla ricerca delle nostre radici”, che raccontano ai ragazzi delle scuole medie la storia antica e avvincente del nostro territorio partendo dalla legenda del picchio fino ad arrivare all’eroica difesa portata avanti dai Piceni contro i Romani.
Expo MCdA già dalle prime edizioni ha mostrato cosa possono offrire artisticamente e culturalmente le Marche, ma soprattutto ha cercato di diventare un polo di attrazione per la creatività a livello nazionale e non solo. Indispensabile per il progetto è l’idea di fare rete, di convogliare energie e intuizioni per far crescere il territorio e renderlo sempre più vivo e vivace. MCdA ha cercato di ampliare ancora una volta il proprio cerchio, accostando ad alcuni artisti che vi hanno già partecipato, altri che hanno portato freschezza e vivacità di idee.

 

 

L’Expo di conclude il 26 giugno 2016.

CULT-

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CULT-

a cura di Chiara Reale

nell’ambito della rassegna “Say no to trash” di Sabrina Vitiello

inaugurazione giovedì 14 aprile 2016, ore 18,00
dal 14 aprile al 10 maggio 2016
Home&More – via santa Brigida 72, Napoli

Giovedì 14 aprile, alle ore 18,00, presso lo spazio “Home&More”, sarà inaugurata la personale pittorica di Mary Cinque dal titolo “Cult-”, a cura di Chiara Reale, nell’ambito della rassegna “Say no to trash”, ideata da Sabrina Vitiello. La mostra sarà visitabile fino al 10 maggio 2016.

L’arte che ci invita al ‘no to trash’ : No/rifiuto -Si’/recupero, e’attenta al rapporto che l’uomo vive con gli elementi naturali. La Terra Madre, cosi’ sacra e preziosa, viene celebrata attraverso la rassegna, per ricordare che il mistero della vita, e i suoi valori carichi di ”recuperata” dignita’, si celano in zolle quotidiane sui cui l’uomo si muove, pronte a vibrare di dense definizioni.

“Cult-” nasce dall’unione di due “racconti pittorici” affini, il racconto “dei luoghi” e quello “delle cose”. Il titolo della mostra richiama la comune radice che i termini coltura e cultura hanno, mettendo in evidenza il forte legame che unisce i due concetti.
Luoghi e oggetti sono rispettivamente il contenitore e il contenuto dentro e intorno a cui l’uomo vive, con cui interagisce e su cui opera modificandoli continuamente entrambi. Il rispetto per l’ambiente, la sua capacità di creare cose sono espressione di civiltà, e nell’individuazione dell’ armonia fra le nostre necessità e il mondo che ci circonda, c’è la cultura.
I lavori della serie “Oleum” si ispirano al Mediterraneo, alla sua vegetazione e alla capacità evocativa che la vegetazione, la luce, gli odori e i suoni ha sui popoli che nascono e vivono quei luoghi. E’ facile riconoscere sui fogli di carta forno grezza e carta riciclata di cioccolatini, tracciati con smalto nero, l’odoroso mirto, il perseverante lentisco e le nodose radici di ulivi secolari: forme comuni a luoghi geograficamente anche molto lontani fra loro ci ricordano che anche noi siamo, come gli ulivi e i suoi frutti, nati dalla terra, grazie alla forza della natura. Il messaggio è semplice e complesso allo stesso tempo: veniamo dalla terra e, per questo,dobbiamo occuparcene, come fa l’arte con tutto ciò che incontra.

Dai luoghi si passa agli oggetti: dalle delicate linee degli Oleum si passa alla serie Display. 12 piccole tele ritraggono oggetti e prodotti di uso quotidiano, piccoli capolavori di design a cui le aziende produttive dedicano, in gran parte dei casi, anche una particolare etica del ciclo produttivo. Un omaggio all’ingegno umano soprattutto quando è in grado di fondere bellezza e attenzione per l’ambiente, la salute, la tradizione.

L’interazione persone-cose-ambiente ricorre nel pensiero artistico di Mary Cinque, e in questa mostra ciò si può comprendere ancora più esplicitamente.

Info e contatti:

Chiara Reale | promozione, comunicazione, management dell’arte
0039/3805899435
chiara.reale81@gmail.com

www.homeandmore.it

Tredicidiciotto

mary cinque la casa di Egon

Per Tredicidiciotto, artisti italiani e stranieri sono stati invitati a lasciarsi ispirare dal piccolo formato, 13 x 18 cm, la misura della stampa fotografica tradizionale e della cartolina per la corrispondenza. Assecondando l’inclinazione della Casa di Schiele a proporsi come luogo di confronto tra conoscenze, la mostra, libera per tecnica e stile, sarà scandita da linguaggi eterogenei per contesti, generazioni e ispirazioni. Una sequenza visiva, ritmicamente diffusa sulle pareti, articolerà momenti di confronto, tra tradizione e sperimentazione, richiami e resistenze, giocati entro i limiti della cornice. Il supporto diventa un dispositivo di indagare nelle sue più recondite possibilità narrative, un codice da svelare. Così, la misura racchiude lo spazio sia fisico che ideale dell’opera, configurando un contesto di interdipendenza, l’ambito di un dialogo aperto tra artisti distanti per ricerche ed esiti ma accomunati dalla condivisione di un segno minimale.

La casa di Schiele

via San Gaetano, 82100 Benevento, Italy

Genius Cinque | Omaggio al design

Lo showroom Amarelli, nel suo palazzo in piazza Vittoria, nel cuore di Chiaja, ospita i dipinti dell’artista di origini campane Mary Cinque, appartenenti alla serie “Display”, un’indagine sul design. “Cominciata nel 2008, quando vivevo a Milano, come omaggio all’idea che Milano sia una “capitale del design”. Scrive l’artista “In realtà [i dipinti] sono (continuo a dipingerli ancora oggi) un omaggio all’essere umano e alla sua capacità di immaginare, creare, costruire con le proprie mani e il proprio intelletto oggetti belli, utili, a volte pericolosi. Per non dimenticarmi che siamo capaci di tutto. Continuo a dipingere gli oggetti il cui design mi colpisce ma che non voglio possedere. Nel tentativo catartico di liberarmi della smania di possesso che la società ci impone, li ritraggo”.

invito mary cinque amarelli

Ragionandone con l’amico scrittore Rosario Cuomo, l’artista ha cominciato a dare forma alla serie parallela che, tra di loro, i due hanno sempre chiamato “Display d’Italia” e di cui il Cuomo scrive: “Nel 2010 Neil MacGregor, speaker della britannica BBC Radio 4, lancia una sfida nell’etere: raccontare la storia del mondo attraverso 100 oggetti, partendo dalla Mummia di Hornedjitef, passando dallo stendardo di Ur per finire con la prima carta di credito islamica. Utilizzando il mezzo radiofonico dovrà servirsi di descrizioni accuratissime per poter consentire agli ascoltatori di provare quantomeno ad immaginare ciò che lui narrava con la sola forza delle corde vocali. Con questa ricerca per immagini, invece, grazie alla mano ed alla tela dell’artista Mary Cinque, proviamo a capovolgere i termini sensoriali dell’iniziativa d’oltremanica. Vogliamo raccontare un’Italia provinciale ed esplosiva – fissa, mutuando da Andrè Breton la preziosissima summa. Il filosofo francese definiva con questo concetto la capacità di alcuni oggetti di scatenare poteri associativi ed interpretativi.”

Nello showroom Amarelli, connotato dalle splendide pareti in tufo, originarie della fondazione del palazzo adiacente la chiesa di Santa Maria della Vittoria, Mary Cinque presenta la propria personale dal titolo “Genius Cinque” con cui offre il suo omaggio all’imprenditorialità illuminata che ha prodotto, attraverso i propri marchi, il senso del bello, della comunicazione, dell’estetica, della funzionalità, di tutte quelle caratteristiche che ne hanno determinato la scelta da parte dell’artista tra migliaia di possibili soggetti. Venti opere, nel formato unico di 20×20 centimetri, realizzate con acrilico e smalto, che esaltano il bello e la genialità dei marchi e dei prodotti della società contemporanea.

Genius Cinque

omaggio al design

19 novembre / 5 dicembre 2015

showroom Amarelli – piazza Vittoria,6 Napoli

opening giovedì 19 novembre ore 17,00

La mostra, curata da ResetArt sarà presentata dal critico e curatore Gianni Nappa.

Movie movie

In occasion of the 11th Day of Contemporary Art sponsored by AMACI association,

La Locanda del Ditirambo and Ditirambo CreativLab (workshop production and promotion of contemporary art) promote two events:

The exhibition “Movie movie”, aimed at promoting and enhancing the screen printing, has on display works by six artists of different generations and expressive language that chose the technique of screen printing as an artistic and evocative medium. Works by Mary Cinque, Carla Ludau, Erminia Mitra, Antonio Picardi, Paolo Puddu and Vincenzo Rusciano.

Presentation of the artist’s book “Menu à la carte” by Lucia Sforza and Antonio Picardi, published by Il filo di Partenope. The publication is a collaboration Lucia Sforza, an illustrator, andAntonio Picardi, a graphic designer, and is inspired by fairy tales related to food.

ARTLANTE VESUVIANO, memoria e presenza dellʼopera nei linguaggi contemporanei dellʼarte

In collaborazione con:
T E K L A art project
COMUNICATO STAMPA
Collettiva dʼarte contemporanea
Vernissage Sabato 31 gennaio ore 18.00
Dal 31/01/2015 al 28/02/2015, visitabile su appuntamento
Negli spazi dellʼazienda TEKLA s.r.l, in Sarno, sabato 31 gennaio, alle ore 18.00,
sʼinaugura la mostra dʼarte contemporanea evento “ARTLANTE VESUVIANO, memoria e
presenza dellʼopera nei linguaggi contemporanei dellʼarte”.
Curata da Raffaella Barbato e Luisa DʼAuria, con il coordinamento organizzativo di Valeria
Prete, da un progetto di Franco Cipriano e Francesco Prete, la mostra presenta lavori di
cinquantadue artisti che operano nellʼarea da Napoli a Salerno. Attraverso la molteplicità
dei linguaggi espressivi del contemporaneo, sʼintende rilevare una situazione territoriale
della presenza attiva dellʼarte. Si propone una mappa iniziale della ricerca nell’area
campana, configurata nellʼattraversamento di linguaggi, forme di produzione e
generazioni.
La mostra è promossa da TEKLA s.r.l., azienda che dal 1999 incoraggia iniziative per la
diffusione dellʼarte contemporanea sul territorio. Nel progetto e nella realizzazione della
mostra gli spazi della fabbrica diventano laboratorio di vitalità artistica e culturale, con
eventi che propongono, nelle diramazioni della ricerca espressiva, una polifonia di voci e
di linguaggi dellʼarte e dʼincontri di riflessione su aspetti storico-critici della pratica artistica
contemporanea internazionale e sul territorio. Lʼiniziativa si articola come uno spazio di
confronti e dialoghi tra le particolari flessioni del senso dellʼarte nellʼepoca attuale.
Differenze che nel tessere la loro singolarità si manifestano come intensità culturali
dellʼesperienza – formale, concettuale e poetica – dei percorsi espressivi nei contesti
territoriali. In profonda risonanza con la memoria dei luoghi, sono linguaggi in sintonia con
le interrogazioni dellʼarte contemporanea nellʼera delle culture globali. Nella comunità delle
alterità di linguaggi e di senso che nello scenario artistico si realizza, lʼarte può indicare la
via della coesistenza e della valorizzazione delle differenze, ʻparlandoʼ ai contesti sociali
con la lingua della pluralità e della solidarietà. Il territorio che il progetto “Artlante
Vesuviano” vuole percorrere è lo spazio di memoria e presenza dellʼopera dellʼarte. Il
corpo dellʼopera è densità di tempo e di materia, “pensiero-immagine” che rivela inedite
esperienze del visibile e ogni riflessione sullʼopera è ascolto dei suoi sempre nuovi enigmi.
“Artlante vesuviano” sul territorio dellʼarte, aperto sempre al futuro delle espressioni,
muove la sua interrogazione culturale e civile, per altri spazi e forme di socializzazione.
Unʼesperienza che parte dallʼimprenditoria più consapevole e sensibile del valore della
cultura e che è cammino per una dinamica interazione tra arte e ambiente, tra ricerca
innovativa e realtà produttive.
Artisti in esposizione: Giovanni Alfano, Michele Attianese, Mathelda Balatresi, Francesca
Capasso, Gabriele Castaldo, Fiormario Cilvini, Mary Cinque, Franco Cipriano, Ugo
Cordasco, Antonio Davide, Gerardo Di Fiore, Adelaide Di Nunzio, Gaetano Di Riso, Nunzio
Figliolini, Vincenzo Frattini, Rosaria Iazzetta, LALOBA (Anna Crescenzi & Renata Petti),
Paolo La Motta, Mario Lanzione, Barbara La Ragione, Nino Longobardi, Guglielmo
Longobardo, Lello Lopez, Salvatore Manzi, Rosaria Matarese, Luigi Pagano, Rosa
Panaro, Alessandro Papari, Peppe Pappa, Massimo Pastore, Pier Paolo Patti, Mario
Persico, Eliana Petrizzi, Ivan Piano, Giuseppe Pirozzi, Felix Policastro, Anna Maria
Pugliese, Carmine Rezzuti, Clara Rezzuti, Angelo Ricciardi, Rinedda, Angelomichele Risi,
Vincenzo Rusciano, Quintino Scolavino, Antonio Serrapica, Tony Stefanucci, Ernesto
Terlizzi, Pasquale Truppo,Carla Viparelli, Salvatore Vitagliano, Ciro Vitale, Marco Zezza
Catalogo a Cura di Raffaella Barbato e Luisa DʼAuria; progetto grafico WHIP agency
Il progetto è patrocinato dal Rotary Club, Comune di Sarno, Provincia di Salerno,
Accademia delle Belle Arti di Napoli, Confindustria, Ordine degli Architetti della Provincia di
Salerno.
Location mostra: Showroom e spazi industriali Tekla srl, Sarno (Sa), Località Ingegno lotto
54, Zona Industriale, pressi uscita A30.
Uscita autostrada Sarno A30, svoltare a sinistra, percorrere 150 metri, allʼaltezza
dellʼospedale girare a sinistra.
Dal 31/01/2015 al 28/02/2015
visitabile su appuntamento
Info: info@teklaweb.it
http://www.teklaweb.eu
tel 0818631935 n° verde 800219300